Il testo latino di riferimento è quello della editio minor dei Digesta a cura di Th. Mommsen-P. Krüger, editio stereotypa duodecima, 1911, disponibile anche in altri siti, rivisto in collaborazione con il C.I.R di Catania e con il Gruppo di ricerca BIA.
Quando, nella traduzione, si è preferito seguire un emendamento a tale testo proposto nell’apparato critico dell’edizione predetta, o dell’editio maior di Th. Mommsen, o da altri autori di edizioni critiche del testo stesso, abbiamo recepito l’emendamento nel testo latino posto a fronte della traduzione, che quindi, sul punto, differisce dalla menzionata edizione di riferimento ed è, peraltro, quello effettivamente tradotto. Qualora nella traduzione si siano introdotte altre variazioni, queste sono indicate, e, in particolare, se comportano aggiunte, queste sono poste fra < >. Non sono poste fra < > le parole aggiunte nel testo italiano solo per le esigenze di esplicitazione proprie della lingua italiana, e che non comportano alcun intervento di ordine interpretativo.
Nella pubblicazione su supporto cartaceo in edizione Giuffré è dato conto, in nota, di ciascuna scelta riferendo il testo presente nella sopra citata edizione di riferimento e la fonte da cui deriva il nostro emendamento.
I Digesti sono composti da cinquanta libri. Questi, eccetto i libri 30-32, sono divisi in titoli che hanno ciascuno una rubrica. I Titoli comprendono uno o più frammenti tratti da testi dei giuristi c.d. classici; inizialmente era stato previsto che fossero solo quelli muniti di ius respondendi (cfr. Const. Deo auctore 4; D. 1,2,2,49), ma questo limite fu superato, e Giustiniano sottolinea, poi, con lieve esagerazione, che vennero sottoposti alla selezione duemila libri per tre milioni di righe, riducendoli alle centocinquantamila righe di una vasta antologia di frammenti tratti da tali libri (Const. Tanta-Δέδωκεν/Dédōken 1).
Il giurista autore, il titolo dell’opera e il libro di essa sono puntualmente indicati nella inscriptio (quando un fr. è dello stesso giurista del fr. precedente, viene indicato che è lo stesso: idem, ma in questo testo, per comodità di consultazione, si ripete anche il nome del giurista).
Il frammento, per lo più, è stato diviso in paragrafi, e la parte iniziale è designata come principium a cui segue il par. 1 ecc.
I cinquanta libri sono divisi in sette parti:
prima parte i πρῶτα/prôta , libri 1-4;
seconda parte de iudiciis, libri 5-11;
terza parte de rebus, libri 12-19;
quarta parte umbilicus, libri 20-27;
quinta parte de testamentis, libri 28-36;
sesta parte, libri 37-44;
settima parte, libri 45-50.
Nella citata Const Tanta viene sottolineato che questa divisione «non è stata fatta a caso né senza ragione, ma considerando la natura e la scienza dei numeri». Per l’ordine espositivo, il fr. D. 1,5,2, ci dice che «tratteremo dapprima dello stato delle persone e, dopo, degli altri temi seguendo l’ordine dell’editto perpetuo e congiungendoli in titoli pertinenti e connessi, come lo permette la materia».
I Digesti, ora, si citano usualmente con l'abbreviazione D., il numero del libro, del titolo, del frammento, e, se questo è suddiviso in paragrafi, del paragrafo che, se è il primo, si abbrevia pr.; cioè, ad es., D. 7,1,58,1. In età anteriori si indicavano il frammento, detto anche 'legge', e il paragrafo, poi l’abbreviazione D. e il numero del libro e del titolo, cioè fr. (o l.) 58 § 1 D. 7,1; e in età medievale, si indicavano le parole iniziali del frammento, del paragrafo e il titolo, mentre, in luogo di D., si utilizzava ff., corruzione di Π, cioè l. defuncta § Sempronio ff. de usu fructu.
S. Schipani, Premessa, in Iustiniani Augusti Digesta seu Pandectae. Testo e traduzione, I, 1-4, a cura di S. Schipani, Milano, 2005, VII ss.
Il Corpus Iuris Civilis è stato, e continua a venire tradotto. La traduzione di esso caratterizza la tradizione orientale a cominciare dall’opera di alcuni dei giuristi che hanno partecipato alla sua elaborazione fino all’epoca della composizione dei Basilici. Non possiamo certo considerare una traduzione le Siete Partidas di Alfonso el Sabio, anche se sintetizzano e parafrasano non pochi testi, mentre di una antica traduzione in portoghese del Codex si ha solo notizia. Le esigenze della didattica produssero poi numerose traduzioni delle Institutiones nelle lingue moderne a partire dal secolo XVI, quando ne incontriamo la prima traduzione in tedesco (Th. Murner, 1519). Per i Digesta, o per l’intero Corpus Iuris Civilis, le traduzioni si sviluppano invece parallelamente alle codificazioni, e all’influenza che queste ebbero anche sulle conoscenze ed uso della lingua latina fra i giuristi: così vediamo apparire in Francia la traduzione di H. Hulot-P.A. Tissot-J.F. Berthelot-A. Bérenger, Corps de droit civil romain, vol. 1-7, ed. Behmer et Lamort, Metz-Paris, 1803-1804;
Una traduzione dei Digesti può essere considerata anche quella delle Pandectae Iustinianeae in novum ordinem digestae di R. F. Pothier realizzata da M. de Brâeard Neuville, Paris, 1818 tradotte poi anche in italiano, A. Bazzarini, Venezia, 1833-1837, a cui ne seguirono altre:
in Germania, di C.E. Otto-B. Schilling-C.F.F. Sintenis, Das Corpus Iuris Civilis (Romani) in’s Deutsche übersetzt, vol. 1-4, ed. C. Focke, Leipzig, 1830-1832;
in Italia, F. Foramiti, Corpo del diritto civile, vol. 1-4, ed. G. Antonelli, Venezia, 1836-1844; G. Vignali, Corpo del diritto, vol. 1-10, ed. V. Pezzuti, Napoli, 1856-1862; Avv. Italiani, Corpus Iuris Civilis, Ed. E. Perino, Roma, 1885;
in Spagna I.L. García del Corral, Cuerpo del Derecho Civil Romano, vol. 1-6, ed. Jaime Molinas, Barcelona, 1889-1898 (ivi, Prologo, p. IX, dà notizia di una traduzione dei Digesti di A. Rodríguez de Fonseca, della fine del XVIII secolo, rist. Madrid, 1874, e di altre traduzioni parziali, 1861 e Barcelona, 1867).
L’impegno a tradurre, anche se a volte per il momento appare solo parziale, è ripreso nella seconda metà del secolo scorso, con una più estesa serie di coinvolgimenti: vediamo quindi le traduzioni in spagnolo di A. D’Ors-F. Hernández-Tejero-P. Fuenteseca-M. García Garrido-J. Burillo, El Digesto de Justiniano, vol. 1-3, ed. Aranzadi, Pamplona, 1968-1975;
in russo, antologica, di E.A. Skripilev, Iustiniani Digesta: fragmenta selecta, 1 vol. (relativo ai libri 1-26), ed. Nauka, Mosca, 1984, e ora, integrale, a cura di L.L. Kofanov, Digesta Iustiniani, ed. Statut, Mosca, 2002 ss.;
in inglese, di A. Watson (curatore), The Digest of Justinian, vol. 1-4, ed. University of Pennsylvania, Philadelphia, 1985;
in tedesco, di O. Behrends-R. Knütel-B. Kupisch-H.H. Seiler, Corpus Iuris Civilis. Text und Übersetzung, vol. 1-5 (Institutiones e Digesta, libri 1-34 - continua), ed. C.F. Müller, Heidelberg, 1990-2012;
in olandese, di J.E. Spruit-R. Feenstra-K.E.M. Bongenaar, Corpus Iuris Civilis. Tekst en Vertalig, vol. 1-6, ed. Walburg Pers, Zutphen, 1994-2001;
in russo, Digesty Yustiniana, vol. 1-8, Mosca, Ed. Statut, 2002-2006;
in francese, è stata realizzata una nuova traduzione da parte di D. Gaurier, Le cinquante livres du Digeste, vol. 1-3, Paris, Ed. La mémoire du Droit, 2017.
E' stato ritrovato recentemente il testo di una traduzione in portoghese, opera di Manoel da Cunha Lopes e Vasconcellos (1843-1920) realizzata fra il 1896 e il 1915: la cui pubblicazione è in corso; Digesto ou Pandectas do Imperador Justiniano, a cura di E. C. Silveira Marchi-B.O. Queiroz De Moraes- D. R. Martins Rodrigues-H. França Madeira, vol. 1 e 2, Libri 1-4; 5-11, YK Editora, São Paulo, 2017.
La traduzione in serbo di A. Malenica, Justinijanova Digesta. Prva Knjiga, ed. Službeni glasnik, Beograd, 1977 non sembra orientata a estendersi ad altri libri.
Si deve auspicare che venga completata la traduzione in giapponese, anch’essa parziale ma di molti libri dei Digesti, citata nella traduzione tedesca (Corpus Iuris cit., II, p. xxvi);
così pure quella in cinese, iniziata come antologica, a cura di S. Schipani, Corporis Iuris Civilis fragmenta selecta, vol. 1-6, ed. CUPL, Pechino, 1992-2001, e che ora procede per libri interi (sono stati pubblicati i libri: D. 1-6; D.8-9; D. 12-13; D. 16-18; D. 21-24; D. 41; D. 48, ed. CUPL, Pechino, 2001-…
Le citate traduzioni dell’Ottocento in francese, in tedesco e in spagnolo sono state ristampate, rispettivamente ed. Scientia, Aalen, 1979; ed. Scientia, Aalen, 1984; ed. Lex Nova, Valladolid, 1989; le citate traduzioni in italiano risultano di lettura difficile, in particolare quella del Vignali, che è, peraltro, guida preziosa; esse non sono state ristampate.
Il Gruppo di lavoro della revisione ha lavorato sulla base dei criteri generali seguenti:
Primo rapporto sulla attività della ricerca: “Il latino del diritto e la sua traduzione. Traduzione in italiano dei Digesta di Giustiniano, in SDHI, 60, 1994 [ma 1996], Studi in Memoria di G. Lombardi, 553 ss.
S. Schipani,Intervento di sintesi, in Scientia iuris e linguaggio nel sistema giuridico romano. Atti del Convegno di Studi. Sassari 22-23 novembre 1996, a cura di F. Sini-R. Ortu, Milano 2001, 236
Si riporta qui di seguito l’elenco delle persone che hanno contribuito alla traduzione, revisione e pubblicazione del Digesto dall’inizio dell’opera di traduzione, per i volumi finora pubblicati. Si indica il nome e cognome della persona che ha tradotto, l’istituzione di appartenenza al momento della traduzione, e la parte del Digesto della quale la persona si è occupata.
Legenda: parte/i del libro, traduttore, istituzione,